| Scegliere un Maestro... |
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Sicuramente c'è chi lo fa, chi ci crede, chi cerca ostinatamente. In Oriente si dice "se lo cerchi non lo troverai" è un detto comune, come da noi "chi cerca trova". Penso siano veri entrambi, in generale. Io non ho cercato, ho semplicemente trovato, è successo, non so come dire, forse un incontro. Trovare un Maestro è un fatto karmatico è come il colpo di fulmine. Accade e io credo accada a tutti prima o poi. In Occidente il significato che si da al termine Maestro, non è quello dell'Oriente. In Oriente Sensei, Shi, o anche, Sifu cioè Maestro è colui che è "nato prima" nell'Arte. Insegna a camminare lungo una via d'arte che è al contempo una conoscenza "altra" del mondo. Chi cammina sulla Via lo fa per interesse e per passione dell'arte, se incontra o gli viene suggerito un buon Maestro vorrà dire che avrà un cammino migliore, più intenso e completo. Da noi, in Occidente, solo negli ultimi 10 – 20 anni si è creata una fascia d'interesse per le culture dell'Asia ed è nata di conseguenza la moda del maestro. Per molti si tratta soprattutto di un maestro spirituale. E' la ricerca di un padre confessore, di un'amico disinteressato che sappia ascoltare, il bisogno di un'analista che non si ha il coraggio di cercare, risponde forse alla paura di vivere. Per questo penso che chi cerca e sceglie un Maestro, con questi presupposti, nella maggior parte dei casi ne rimarrà deluso e partirà alla ricerca di un'altro e poi di un'altro ancora. Il Maestro non condiziona l'apprendimento a rigide norme si limita a guidare l'allievo camminando davanti a lui nel sentiero delle conoscenze dell'Arte. Le Sue parole, quando ci sono, fanno riferimento a ciò che l'allievo ha mostrato nell'azione, non c'è il pre-giudizio. Quando un'allievo sbaglia, il Maestro sa, che le parole che verranno usate per coprire l'errore sono solo maschere. Sa anche che è inutile smascherare con altrettante parole, saranno solo le azioni che determineranno il cambiamento. Eppure, anche i Maestri sono uomini, e a volte si lasciano affascinare da ciò che hanno visto, che hanno colto e, convinti di produrre una reazione positiva, si abbandonano alle parole e alle troppe spiegazioni, fornendo magari chiavi di lettura alle quali l'allievo non è pronto. L'Arte marziale ha al suo interno, nel proprio codice genetico, gli strumenti di studio, indagine, comprensione di sè e del mondo. E' necessario conoscerli a fondo, e per questo c'è il Maestro. Farne uso è compito del singolo allievo, è lui che deve trovare il coraggio di spingersi oltre, di superare le paure, le angosce, di spostare il proprio baricentro fino a perdere l'equilibrio, per poterne costruire uno migliore. L'allievo, anche se timoroso può forzare gli eventi. Compito del Maestro è aiutarlo in questo, forzare sulle indecisioni, stimolare il coraggio, spingere oltre i limiti. L'allievo che ha scelto dentro di sè di seguire il Maestro, deve solo avere fiducia, e lasciarsi aiutare. La fiducia è il cardine su cui si basa il rapporto, qualsiasi rapporto, vero. Nella nostra Arte, nella nostra Scuola, il rapporto fiduciario tra Maestro e Allievo è così sostanziale da essere vitale. Solo nell'esercito ed in situazione reale si possono correre gli stessi rischi per la propria incolumità, ma le motivazioni sono ben diverse. Il nemico o i nemici da sconfiggere per Noi sono tutti interiori e la vittoria è la libertà dalle paure, dalle ansie, la capacità di saper scegliere ed il coraggio di farlo. Sono solo ed esclusivamente le azioni, che ci permettono questo. Non tutti sono realmente disponibili a mettersi in gioco completamente,nel corpo e nella mente. Il Maestro, che sa leggere in noi, attraverso i nostri gesti, sceglierà dove, chi e quando spingere, forzando anche le riluttanze, lo farà assumendosi totalmente la responsabilità delle proprie scelte. Un Maestro ha dentro di sè il fuoco, la passione di trasmettere ciò che sa, desidera ardentemente vedere crescere i propri allievi, sa portare alla luce il meglio di ogni allievo, auspica di poter raggiungere, almeno con alcuni, il livello intuitivo di comunicazione non verbale che gli permetterà di ampliare anche i propri orizzonti. Passione, Conoscenza, Fiducia, Empatia, Responsabilità sono i cardini del lavoro del Maestro. Come in una scuola tradizionale di antichi tempi, nella Nostra non compare solo Il Maestro, ovvero colui che la Scuola ha fondato, che ne è l'anima, che ne dirige il cammino e l'evoluzione. Con il tempo altri maestri si formano, crescono all'interno dell'Arte, guidati e stimolati dal Maestro, mostrando così le proprie caratteristiche, il proprio modo d'interpretare l'arte e d'insegnanarla. E' una ricchezza in più, è uno scambio di vedute e di opportunità per tutti. I maestri negli anni si specializzano istintivamente,per predisposizione, approfondiscono per passione alcune discipline all'interno dell'Arte. Si ricrea così quella situazione che permette ai praticanti di ogni livello, di poter scegliere, all'interno della Scuola, il maestro più adatto alla propria necessità tecnica del momento. Diventare Maestro è possibile ma è un lavoro che richiede costanza, dedizione all'Altro e all'Arte, umiltà, pulizia interiore e... sempre un Maestro che faccia da specchio. Daniela Crovella - 15 Febbraio 2006 |











