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Cuccioli di Drago

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Diario Stage Nazionale Esterno 2008 PDF Stampa E-mail

Stage nazionale esterno
Forte Foens, Bardonecchia
14 e 15 giugno 2008
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La salita

Si parte alle ore 17.00 di sabato 14 giugno dall'Honbu Dojo in Lungo Dora Colletta. Ultime indicazioni, la divisione in gruppi e le emozioni che iniziano a fare capolino insieme alla curiosità di scoprire e vivere lo stage.

Arrivati in quel di Bardonecchia in serata, il saluto: un rito antico che sancisce l'inizio delle attività. Da quel momento la concentrazione è massima, la scelta di esserci è fatta, l'avventura comincia e tutta la Scuola è presente.

"Rei"
Il saluto del Maestro.
Centosessanta praticanti.
Cinque gruppi, cinque Maestri.
Una bandiera.

Comincia la salita, un piede davanti all'altro ascoltando il proprio respiro e quello dei compagni, inseguendo i propri pensieri e rimanendo sempre presenti a se stessi.

Man mano che si sale l'ambiente cambia: l'asfalto duro e compatto diventa un sentiero sterrato tra gli alberi, il fango ricorda le lunghe piogge e i ruscelli scorrono imperterriti al nostro passaggio. Un lungo serpentone di kimono bianchi e neri sale lungo il sentiero in silenzio, rispettoso verso una Natura ritrovata e la possibilità di poterne vivere senza contaminazioni i suoni, gli odori e i colori.

Il sole dà il suo ultimo saluto dietro le montagne quando il gruppo si ferma per l'ultimo rifornimento d'acqua ad una fonte, intorno ancora case e la presenza prepotente dell'Uomo, al ritorno l'indomani le si guarderà con altri occhi, almeno per un attimo.

Si riparte mentre gli ultimi raggi tingono di rosso le cime delle montagne, tutt'intorno domina una luce soffusa che esalta le mille sfaccettature di grigio e marrone delle pietre e della terra sotto i piedi, mentre si attenuano i verdi brillanti degli alberi. L'ombra della sera avanza, la temperatura inizia ad irrigidirsi, gli sguardi sono sempre più concentrati per la fatica della salita, il primo freddo, ma soprattutto per vivere e scoprire i significati e le emozioni di ogni passo.

La lunga fila di praticanti inizia a sparire lungo la montagna tra gli alberi, i gruppi diventano Natura, i sensi, dall'allievo più giovane ai Maestri, si acutizzano come se un primordiale istinto tornasse a far parte del nostro Essere, distogliendo i pensieri per entrare totalmente nella esperienza vissuta.

Cosa riporterà ognuno a valle l'indomani?

La luna è già alta nel cielo quando ancora si procede nella salita e il cielo è schiarito dall'ultimo sole.

Sole e Luna. Ombra e Luce. Bianco e Nero. Sonno e Veglia. Realtà o Sogno.

La Scuola giunge al Forte del Foens, la salita è conclusa e ha preparato la mente e il corpo alla notte.

La notte

La luna ormai illumina il forte a sufficienza da non rendere eccessivamente necessarie le luci artificiali. Dopo una breve pausa per rifocillarsi in seguito alla camminata, coprirsi dal freddo incalzante e fare qualche esercizio per mantenersi caldi, cominciano le attività dei singoli gruppi guidati dai cinque Maestri della Scuola.

Riscaldarsi è fondamentale e prioritario. Qualcosa che nella vita quotidiana diamo assolutamente per scontato e viviamo individualmente, diventa invece una conquista collettiva tra quelle antiche mura. Stare vicini, a stretto contatto, condividere il calore per scaldarsi e scaldare i compagni nel buio di una notte in montagna diviene, forse torna, naturale.

Nelle diverse stanze tra le rovine i gruppi si muovono nel buio completo, i punti di riferimento spariscono e, di colpo, per un attimo senza gli altri, fa più freddo, le emozioni scorrono veloci e pervadono ogni pensiero: dove sono? dove stiamo andando? Poi la luce della luna fa intravedere una porta e un'uscita verso l'esterno con un fuoco acceso...ritroviamo le sagome dei compagni nella penombra e il cuore torna a battere tranquillo.

All'esterno si cammina sotto la guida "lunare", si prova a ritrovare la strada verso il forte al buio da soli, si scelgono percorsi alternativi per superare un ostacolo calandosi da un muro con una corda annodata. Il freddo aumenta e la temperatura scende sotto lo zero, ma la concentrazione non si perde e ci si sente, man mano che passano le ore, sempre più in una dimensione "altra" in un'esperienza difficile da raccontare e da esprimere perché vissuta intimamente con le proprie paure, i propri limiti, le proprie sicurezze e insicurezze, ma anche insieme agli altri praticanti. Con ognuno dei compagni si condividono empaticamente le emozioni del freddo, del buio, della fatica, del sonno.

I gruppi entrano ed escono dalle rovine del forte, ognuno svolgendo diverse attività: esercizi con i tanto (coltello) di legno, o per riscaldarsi l'un l'altro come pinguini" oppure liberandosi dal peso di tutti i compagni cercando di svincolarsi tra i loro corpi.

La notte è lunga, densa e ricca perché la concentrazione non si abbassa mai; l'intensità di quel che ogni praticante, che abbia il kimono bianco o nero, vive è tale che ci sono momenti per cui non ci si sente nella realtà, ma allo stesso tempo si spera che lo sia il più a lungo possibile. Non si sente la mancanza dei rombi e delle luci della città.

Quando il cielo inizia ad accennare a schiarirsi e la luna è tramontata, i gruppi riprendono a muoversi uno dietro l'altro, torna il silenzio e comincia la discesa: la strada non sarà la stessa e non sarà percorsa dalle stesse persone del giorno prima.

 

La discesa

Il ritorno verso lo spiazzo dove aspettano i pullman per il rientro a Torino è diverso: è diverso il percorso, la fatica è maggiore per la veglia notturna, il freddo continua a farsi sentire e l'umidità della notte affatica i movimenti, e la Natura regala nuovi colori e panorami straordinari. Sono diverse anche le persone, ogni praticante porta dentro di sé le emozioni, i pensieri e le riflessioni su questo stage.

Ore 7.30 di domenica 15 giugno 2008.

"Rei"

Il saluto del Maestro, i pugni si incrociano, le teste si chinano, la Scuola vive.