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Lezione aperta Sede Ju-Ni PDF Stampa E-mail

DOMENICA 18 MAGGIO 2008 – LEZIONE APERTA SEDE JU-NI

Che cosa sono le arti marziali tradizionali?
Cosa significa insegnarle da trent’anni in Occidente?
Come far comprendere il sogno e il percorso di una Scuola; come far vivere in poche ore la vitalità della pratica quotidiana?
Centottanta minuti per illustrare a una ventina di persone il jutaijutsu, la Yoshin Ryu, la passione, la ricerca… Come fare?

La parola passa all’azione e tutto diventa più semplice e più magico.
Gli sguardi sono concentrati, curiosi e attenti, pieni di aspettativa e attesa…
“Cosa ci faranno fare?” “E adesso cosa succederà?”
Le persone che sono nel Dojo hanno già compiuto, in parte inconsapevolmente, due scelte fondamentali per qualsiasi praticante: esserci e fidarsi del proprio istruttore. Senza la costante e continuativa volontà di vivere la pratica, e la fiducia “abbandonata” nei confronti del proprio Maestro si perdono i tasselli più importanti del percorso di crescita che le arti marziali tradizionali propongono: le emozioni.
Paura, gioia, ansia, divertimento… in tre ore il corpo e la mente di queste persone sono coinvolti, intrecciati e stimolati. Gli sguardi diventano, ad ogni esercizio, più interessati e le aspettative si trasformano in bramosia di capire e sperimentare.
Così, nel prendere un bastone prima del compagno, allenarsi nei riflessi o nell’evitare un colpo di shinai (sbada di bambù) si impara a conoscere se stessi e a mettersi in gioco; nel vagabondare per il Dojo bendati si prova ad “osservare ad occhi chiusi”, con l’aiuto della mani… dei suoni… degli odori. Poi ancora, esercizi di equilibrio su cubi di legno o su materassoni instabili; prese dolorose in particolari punti del corpo, leve articolari; il gioco “della frana”….
Gli sguardi sembrano incupirsi e si fanno timorosi. Liberarsi dal peso, seppur controllato, dei compagni fa paura; bisogna provare, trovare lo spazio per uscire dalla “frana”, superare la mancanza di un contatto fisico così ravvicinato con qualcuno che non conosciamo. La situazione è verosimile, ma le emozioni sono vere.
Scatta l’ultimo minuto di questa lezione, il saluto ora ha un altro sapore anche per chi ha praticato solo queste tre ore.
Grazie a tutti per aver partecipato e condiviso.