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PROVA DI RESISTENZA 2 PDF Stampa E-mail

5 Febbraio 2009

Avevo scritto queste parole in risposta a un intervento sul blog di mia sorella, nel quale diceva che per lei era un periodo in cui tutto andava male e non ce la faceva più.

Così, leggendolo, e leggendo  le sue sensazioni di quel momento, mi era tornato in mente ciò che avevo provato io qualche giorno prima, durante la prova di resistenza per la cintura marrone. Se a qualche kyu spaventato da queste prove può essere utile leggere le mie riflessioni in merito, per trarne un qualche aiuto quando toccherà a loro affrontarle, o magari se mai si ritroveranno in un periodo della vita simile al suo, riporto qui di seguito ciò che avevo risposto a mia sorella.

"…Me lo gridavano spessissimo nella prova di resistenza, mentre mi prendevano e mi "sbattevano" a terra, di nuovo, per l’ennesima volta, quando ormai mi sembrava impossibile rialzarmi... ebbene, loro mi dicevano: REAGISCI!!! Me lo "gridavano" (o almeno così mi sembrava), e più me lo dicevano e più mi facevano arrabbiare, perchè io più che rialzarmi ogni volta, per un numero indefinito di volte, da botte che dopo hanno lasciato il segno, non sapevo che cosa fare... e più di gridare persino l’aria che non  avevo più nei polmoni, cosa mi restava da provare?

Anche perchè da qualunque parte mi rialzassi c'erano sempre nemici che mi ributtavano per terra, anche con violenza... ormai mi offrivo a loro... o erano loro a prendermi... io ero inerme... Però, avevo in mente la frase che ogni praticante si sarà sentito dire mille volte dal proprio maestro: "Le difficoltà sono maestri travestiti". Ebbene, io ero lì, con le cinture nere di sempre, i miei "maestrii", e in quel momento, erano travestiti.


E quando capisci che tanto è così, che tanto la situazione e il momento (nel mio caso tuttavia breve, anche se mentre ci sei in mezzo...) ti chiedono solo di avere la forza di rialzarti e non di cercare di scappare o di provare a trovare una soluzione diversa... beh ti adegui... e veramente l'unica cosa che hai da fare è reagire... guardare negli occhi la difficoltà, il nemico, magari con una faccia distrutta (ma non importa, non devi avere paura di mostrarla), offrirgli il braccio con energia, anche se non ne hai più, sbatterlo con più violenza per terra per farsi male solo a una parte anzichè a tutto, darsi la spinta per rialzasi da soli e non aspettare che sia qualcun altro, impietosito, a farlo... e il tempo magicamente passa più veloce, la tua mente riprende fiducia e dopo non molto senti il segnale che la prova è finita...

Ce l’hai fatta... puoi riprendere fiato, puoi goderti gli applausi dei compagni (che ti guardano con ammirazione, con la consapevolezza che prima o poi quella situazione capiterà anche a loro, e chissà come la affronteranno... oppure ci sono già passati, e ripensano a quei loro momenti, riflettendo...), e soprattutto  PUOI FARTI I COMPLIMENTI perchè... l’hai superata... anche se ne dovrai affrontare un'altra, più dura, più lunga... Però anche quella, proprio come questa, passerà... E TU LO SAI."