Area Riservata Esposizioni Media Gallery Web Site home page News Jutaijutsu

Newsletter

Numero verde: 800.911.549

Cuccioli di Drago

Avvisi Portale

Banner
300 PDF Stampa E-mail
Scritto da Giordano Sestini   
Trecento - il filmE’ sempre bello vedere un film avvincente nel quale le forti emozioni siano anche veicolo di un significato profondo ed interessante. Mi rendo conto che possa sembrare azzardato parlare così di un film roboante e violento come “300”, ma osservando le gesta eroiche dei guerrieri spartani e, soprattutto ascoltando le parole galvanizzanti del loro re Leonida, la sensazione che si ha è quella di veder realizzato nella sua totalità il concetto di libertà, non solo nel senso di libertà da un potere esterno coercitivo, quanto piuttosto dalla paura che un tale potere può esercitare.

I guerrieri spartani si oppongono con determinazione e coraggio ad un esercito obbiettivamente molto più potente del loro. Combattono e muoiono per mantenere la propria libertà, ma sono in grado di farlo perché in realtà sono già liberi: liberi dall’apprensione della sconfitta e dalla paura di soffrire, ma soprattutto sono un esercito di uomini liberi dal timore della morte.

Come ogni forma di potenza dominante l’impero persiano, rappresentato dal dio-re Serse, può esercitare il suo potere assoluto su tutti coloro che temono per la propria vita; la sua ineguagliabile potenza distruttrice, però, pur riuscendo infine ad annientare gli opliti spartani, non sarà mai in grado di assoggettare chi si pone con lucidità, apparentemente folle, di fronte alla propria morte riuscendo quasi a riderne.

I 300 possono dichiararsi veri guerrieri non solo in quanto più abili nell’uso delle armi rispetto ai loro alleati Arcadi, ma soprattutto perché educati ed addestrati ad onorare la loro condizione di uomini liberi.

L’intero film è costellato di asserzioni sul desiderio di morire gloriosamente combattendo per Sparta e per questo è stato da molti tacciato di “nazionalismo destrorso”. In realtà credo che sia legittimo interpretare il film, non tanto come esaltazione di un fantomatico sacrificio per la patria, quanto piuttosto come una riuscita rappresentazione, ovviamente spettacolare, della forza di cui è capace chi ha il coraggio di affrontare anche le paure più grandi, per difendere i propri cari o i propri diritti fondamentali.