| Batman begins |
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| Scritto da Giordano Sestini |
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Nel caso dell’ultimo Batman (paradossalmente i suoi inizi), sono parecchi i temi che possono suscitare l’interesse di un praticante di arti marziali: le sequenze dell’addestramento ninja sulle cime innevate sono sicuramente affascinanti, gli insegnamenti del maestro sulla necessità di conoscere il terreno d’azione, così come l’arte dell’invisibilità ed i principi di teatralità ed inganno in quanto elementi fondamentali del ninjutsu. Ma non sono questi gli aspetti del film sui quali vorrei richiamare l’attenzione,bensì il continuo riferimento alla paura come stimolo-sfida, identificazione ed arma.
Nel film la paura è rappresentata simbolicamente dal pipistrello (con non troppo implicito riferimento alla notte, al buio ed al nero). L’intento dichiarato del supereroe è quello di sconfiggere i suoi nemici attraverso il terrore che ad essi può incutere e per farlo assume le sembianze di ciò che lui stesso teme maggiormente. L’aspetto più affascinate della nascita dell’eroe consiste proprio nel vedere come lui stesso affronti la sua paura per poterla fare propria, per “indossarne gli abiti”. Visti in quest’ottica diventano significativi i momenti della preparazione dell’eroe: dalla creazione del costume-armatura, alla discesa nella grotta dei pipistrelli (antico timore infantile di Bruce Wayne che egli stesso trasforma nel suo rifugio), alla fabbricazione degli shuriken a forma di pipistrello; da notarsi a questo proposito la risposta del protagonista alla domanda del fedele maggiordomo: “perché questa forma?” “perché mi fanno paura… impareranno a temerli anche i miei nemici”. I rimandi al timore indotto come arma micidiale sono costanti in tutto il film anche da parte degli antagonisti: il dottor Crane cita esplicitamente gli archetipi junghiani, la setta delle ombre capeggiata da Ra’s Al Ghul (prima maestro poi antitesi di Bruce Wayne) intende distruggere Gotham City utilizzando un gas allucinogeno in grado di suscitare e portare al parossismo l’ansia ed il terrore tra la popolazione della città, e lo stesso boss della malavita di Gotham (chiamato, con un certo cattivo gusto per il paradosso, Falcone) in un colloquio con il protagonista spiega come il suo potere non sia comprabile con il denaro ma sia solo conseguenza del timore che egli è in grado di incutere. Personalmente ritengo che Batman begins sia una delle rappresentazioni cinematografiche più riuscite del principio secondo il quale per “cavalcare la tigre” è necessario conoscerla, temerla ed infine sapersi identificare con essa. |












Sono ormai molti i film che hanno come protagonisti i più famosi supereroi dei fumetti made in U.S.A. In molti di questi sono rintracciabili diversi temi interessanti quali la cultura del diverso e la sua emarginazione (specie nella saga degli x-men), o la responsabilità legata ad un grande potere (vedi l’uomo ragno).