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Collateral PDF Stampa E-mail
Scritto da Carlo Procchio   
CollateralNell’iniziare una recensione su Collateral mi sono trovato subito in difficoltà per cercare di non cadere su scritti banali o per il rischio di sminuire un film che ha nel profondo molti significati. Sicuramente, quello che colpisce subito è il “flusso continuo” di immagini sullo schermo, le azioni che in alcune parti si susseguono a ritmo vertiginoso, sorrette da una maestrale regia che completa la “suspense”e tiene la tensione al massimo fino alla fine. E un film che ti tiene 2 ore attaccato alla sedia mentre stai cercando di capire come possa finire. La trama è molto semplice se vista nella sua globalità e parla di Max, tassista modello a Los Angeles. Egli compie ad inizio film una corsa con una procuratrice che dovrà discutere la mattina seguente un caso in tribunale. Nella corsa immediatamente successiva si ritrova un passeggero scomodo, Vincent, che gli propone di accompagnarlo per l’intera notte in cambio di 600 dollari. Max però non sa che Vincent è un killer professionista ingaggiato per eliminare cinque testimoni chiave su un inchiesta di Narcotraffico una delle quali, è proprio la procuratrice accompagnata a inizo film. Inizierà quindi per entrambi una notte molto lunga e difficile per entrambi.

Al di là, però, della semplice trama è difficile trascrivere sulla carta cosa rende veramente coinvolgente questo film. Personalmente trovo che il film si possa riassumere sotto un grande concetto; quello del contrasto che inevitabilmente si trasforma poi in confronto in alcune scene e comportamenti. Il contrasto si vede nelle scenografie (un esempio tra tutti il buio e il silenzio della notte contro le luci e la musica assordante delle discoteche) ma soprattutto tra i due protagonisti, ricchi di sfaccettature. Max, il tassista, è un uomo ordinario, metodico,preciso ed equilibrato, sognatore coi piedi per terra che insegue il suo “banale” sogno da ormai ben 12 anni. Vincent è il suo alter ego naturale; spietato, cinico, razionale e pericoloso allo stesso tempo. La pericolosità di in Vincent deriva non tanto dalla freddezza con cui miete le sue vittime, ma dalla sua attonita inattaccabilità psicologica, forte di una psicologia e di una filosofia che sembra metterlo al riparo da qualunque azione egli compia.

Tra i due protagonisti, inizialmente divisi in maniera netta, si crea man mano una sorta di collaborazione, di sovrapposizione,di completamento reciproco in cui però max riuscirà sempre a mantenere quella sua naturale umanità e Vincent la sua spietata ricerca di raggiungimento dell’ obbiettivo a qualunque costo. I due si scoprono man mano che la delicata situazione psicologia diventa insostenibile per entrambi. Ecco quindi, come già anticipato, in contrasto trasformarsi in confronto, che rimarrà duro e spietato e non verrà ammesso da entrambi ma che porterà inevitabilmente i due protagonisti (che si potrebbero idealizzare come il “bene” e il “male”) ad avvicinarsi ed a rendere meno netto il confine che li separa.

Un altro confronto molto forte presente è la storia stessa. Nel film sembra si descrivano due storie con 2 diversi protagonisti;La prima storia è quella dei due personaggi già descritta, l’altra storia ha invece come protagonisti sempre gli stessi 2 personaggi, ma visti però come uomini all’ombra di un enorme città, una città in cui nessuno si conosce ed è possibile non accorgersi, per ore, di un uomo morto rimasto seduto in metropolitana.

Tutti questi effetti supportati da una sapiente composizione dell’immagine, con l’uso di sfocature, di musiche e di particolari angolazioni in cui per esempio si vede contemporaneamente il protagonista in primo piano in basso a destra ed in alto, sulla finestra di un grattacielo, la vittima. Le immagine sono molto nitide, reali e coinvolgenti che ti rendono partecipi alla storia forse molto più delle parole stesse.
Un ultima riflessione sul titolo: collateral , letteralmente collaterale e credo sia inteso come “effetti collaterali”. Collaterali sono i poliziotti per Max o le persone che ballano nel locale dove si trova la quarta vittima di Vincent. Sembra insomma che il mondo siano Max e Vincent e che tutto il resto, le azioni e i personaggi che si muovono attorno a loro siano un fastidio per entrambi, un effetto collaterale delle loro azioni.