| Fight Club |
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| Scritto da Christian Russo |
C’è tanto, da ricordare, in questo film. Talmente tanto che molti l’hanno rifuggito, o tacciato semplicisticamente di essere l’ennesimo film “violento”.Un assicuratore frustrato, nevrotico, insonne, Ikea-maniaco e annoiato come potrebbe esserlo chiunque di noi; un alter-ego eccentrico, filosofo, pragmatico, determinato e rivoluzionario come vorrebbe esserlo chiunque di noi: a riunirli, una donna cinica, folle, (finta) suicida. Attorno, un misterioso “club” dove i due protagonisti se le danno a morte. Si potrebbe recensire “Fight Club” anche solo grazie alle sue citazioni, indispensabili per l’uomo contemporaneo: C’è dello Zen in: C’è il Tempio di Shaolin, con la sua selezione, quando il Club fa proseliti, e testa le reclute chiedendo loro di resistere senza bere e senza mangiare. |












C’è tanto, da ricordare, in questo film. Talmente tanto che molti l’hanno rifuggito, o tacciato semplicisticamente di essere l’ennesimo film “violento”.