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Cuccioli di Drago

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Fight Club PDF Stampa E-mail
Scritto da Christian Russo   
Fight ClubC’è tanto, da ricordare, in questo film. Talmente tanto che molti l’hanno rifuggito, o tacciato semplicisticamente di essere l’ennesimo film “violento”.
Un assicuratore frustrato, nevrotico, insonne, Ikea-maniaco e annoiato come potrebbe esserlo chiunque di noi; un alter-ego eccentrico, filosofo, pragmatico, determinato e rivoluzionario come vorrebbe esserlo chiunque di noi: a riunirli, una donna cinica, folle, (finta) suicida. Attorno, un misterioso “club” dove i due protagonisti se le danno a morte.

Si potrebbe recensire “Fight Club” anche solo grazie alle sue citazioni, indispensabili per l’uomo contemporaneo:
- “Quando pensa che stai morendo la gente ti ascolta veramente invece di aspettare il suo turno per parlare.”

C’è dello Zen in:
“Le cose che possiedi, alla fine, ti possiedono.”
“E’ solo dopo aver perso tutto che siamo liberi di fare qualsiasi cosa…”
Ci sono le Arti Marziali, quando Tyler, il Doppio, rivela la sua identità messianica, da Guru, da Sensei, da autentica coscienza del guerriero che si nasconde anche dentro il più piccolo assicuratore:
“Quanto sai di te stesso, se non ti sei mai battuto?”
“Dopo la lotta ogni altra cosa nella vita si abbassava di volume. Potevi affrontare tutto.”
“Cominciai a correre. Finché i muscoli non mi bruciarono e le vene non pomparono acido da batteria. Poi continuai a correre.”
“Devi avere coscienza, non paura. Coscienza che un giorno tu morirai.”

C’è il Tempio di Shaolin, con la sua selezione, quando il Club fa proseliti, e testa le reclute chiedendo loro di resistere senza bere e senza mangiare.
Insomma, un film da non perdere, che fa sorridere, inorridire, riflettere.