| 30 anni di Yoshin Ryu |
|
|
|
|
DISCORSO DI FINE TRENTENNALE DI SOKE SENSEI
Ho pensato molte volte a cosa avrei detto oggi, e ancora una volta mi sono affidato alla penna per cercare di esprimere i miei pensieri, le mie emozioni, la mia lettura di questa strana, anacronistica, fantastica, emozionante avventura insieme a Voi. La storia del Ryu Yoshin è la storia di un gruppo di uomini e di donne che hanno creduto, crede e crederà in un sogno un po’ utopico, forse anche infantile ma appassionante, un sogno di Libertà. La Libertà sicuramente si conquista e si difende, ma non arriva da fuori, arriva da dentro. Non può essere compensata da droghe chiamate con tanti nomi, inventate qua e là quando servono, da un’umanità spaventata prima di tutto da se stessa. In questi tre decenni, la Scuola ha portato la sua didattica e la sua filosofia dovunque sia stato possibile o le sia stato richiesto. Nelle derive più difficili della società moderna come il carcere, nei territori con culture diverse come nei campi nomadi, tra gli stranieri immigrati sul suolo nazionale; ma si è anche rivolta a tutti i cittadini, a tutte le persone che hanno scelto d’incontrarci, talvolta per brevi ma credo significativi periodi della loro vita. L’esperienza con il dipartimento di Psicologia dell’Università di Torino ed in particolare con il suo storico direttore il Professor Piero Amerio ci ha sicuramente arricchiti e ci ha preparati a nuove, meno empiriche conoscenze. Mi resterebbe davvero difficile citare nominalmente tutti coloro che incontrando la Scuola hanno lasciato un segno importante; persone con ruoli difficili da coniugare con la nostra metodologia: il direttore di un carcere o il comandate del personale di sorveglianza, il presidente di un tribunale minorile… guardandomi indietro ringrazio tutti coloro che hanno un buon ricordo di noi. Ci sono poi due persone particolari che ci hanno accompagnato in questi anni, che sono cresciute umanamente e professionalmente insieme a noi, ma a loro voglio dedicare un grazie particolare alla fine di questi pensieri. Forse molti si domanderanno quale futuro per la nostra Scuola. Spade, Bonsai, ceramiche, calligrafie, composizioni floreali, maschere, sono espressione di quella cultura, attraverso la sensibilità di Maestri artisti, sono diventati per noi strumenti per far conoscere lo spirito, l’estetica, il modo di vivere e di pensare di quel popolo. Libertà, Solidarietà, Coraggio, Rispetto, Lealtà, Ricerca, Appartenenza, Responsabilità, Passione; sono obiettivi e progetti per i praticanti del nostro Ryu; ma forse sono obiettivi e progetti cui teoricamente vorrebbe tendere la parte bianca, positiva, cogitante dell’essere umano. L’Arte marziale della nostra Scuola, ricercando tra il bianco e il nero, tra il pensiero e l’azione, impegnando il corpo e la mente, costringe a non mentire a se stessi, rompe le maschere, specchia la nostra anima attraverso l’azione del nostro corpo, nel confronto continuo tra corpi e menti diverse. Certamente produrre reali cambiamenti dentro di noi, implica una forte volontà, volontà pari a quella di un guerriero senza macchia e senza paura, quasi un sogno… ma, ogni tanto i sogni si avverano, bisogna crederci e trasformarli in piccole, grandi realtà. Ma forse visto che spesso scrivo come parlo, mi sono un po’ perso… il punto era quale futuro per la Nostra Scuola. Dietro di noi 1000 anni di cultura, 30 anni di passione… davanti a noi il nostro Sogno di Libertà, la stessa Passione. Uomini e Donne uguali, uomini e donne diversi, uomini e donne con la certezza diamantina di non essere abbandonati soli sul campo di battaglia… Generazioni che crescono e prendono il posto di quelle che le hanno precedute, orme grandi che hanno contenuto quelle piccole, che segnano il tempo del ricordo e dell’esperienza, che svaniscono lasciando il posto a nuove esperienze e a nuovi ricordi. Una Scuola come la nostra saprà proseguire la sua Storia e costruirà il futuro con la Volontà e la Passione dei suoi Maestri presenti e futuri, di tutti i suoi praticanti e con l’aiuto di tutti coloro che l’ameranno e condivideranno con Lei questa scommessa di Libertà. Mentre i fiori di ciliegio stanno scendendo sulle colline di Kyoto e sulle pendici del monte Yoshino, così lentamente da sentirne la musica ed i giapponesi di oggi fondendosi con il loro passato e la loro storia stanno ad ascoltarne le note; oggi qui tra Voi, in questa magica Torino, in questa piazza ricca di antichi mestieri, vicino alla nostra rossa bandiera, sono felice di essere il Maestro Fondatore di questa Scuola e mi auguro lo siate anche voi di appartenerVi. Grazie. Soke Sensei |











