| Il Bokken |
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Bokken, o Bokuto, significa spada in legno. Nelle Scuole di Kenjutsu esso venne “ideato” per sostituire la spada in addestramento, onde limitare i danni che spesso occorrevano ai praticanti. Ci si accorse ben presto che anche questa soluzione non limitava di molto i danni: la maggiore sicurezza e l’atteggiamento incauto degli spadaccini non faceva che esaltare le già grandi capacità lesive del nuovo strumento. Nei duelli che spesso venivano concordati fra samurai di diverse Scuole (gli Shinken Shobu), le spade causavano spesso la mutilazione e/o la morte di uno o di entrambi i partecipanti. Durante la pace portata dallo Shogunato Tokugawa, si corse ai ripari rispetto a questa “pacifica” carneficina: si vietò l’utilizzo delle lame nei duelli, che vennero quindi sostituite dai Bokken. Miyamoto Musashi si dice prediligesse quest’arma alla spada, utilizzandola spesso nei suoi duelli: era questa una componente fondamentale della strategia di Musashi, il quale tendeva a far “abbassare la guardia” al suo oppositore presentandosi con una “banale spada di legno”. Alcune Scuole elessero il Bokken a vera e propria arma, sviluppando tecniche che univano il Bojutsu (l’Arte del maneggio del bastone) a tecniche di “lama”: quindi percussioni, leve e torsioni articolari con un Bokken o due (Nicho-bokken): nacque quindi il BOKKENJUTSU. Simile nella forma, e spesso nel peso della Katana, costruito in legno di ciliegio o quercia, il Bokken vibra nel colpire aumentando la “semplice” percussione: il risultato sono ferite lacero-contuse dalla difficile rimarginazione. Nella Yoshin Ryu il Bokken è una delle armi principali di addestramento armato, “arma-non-arma”, esso possiede “lo spirito della spada e il corpo del bastone”, amplifica le capacità (e i limiti) di chi lo impugna. Christian Russo |











