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 Una lunga coda si è creata per la curiosità e il desiderio di conoscere e leggere per primi le vicende di Seta e Ombra e del loro M° Takeda. Anche se tra qualche difficoltà tecnologica, tutti sono stati soddisfatti!! Appena un paio d’ore dopo l’inizio dei festeggiamenti già le emozioni erano intense e innumerevoli…
Intorno alle 16.30 i protagonisti sono diventati gli shuriken, antichissime e leggendarie armi tradizionali da lancio dei guerrieri giapponesi. Dopo una breve ma energica dimostrazione di tre Cinture Nere della Scuola, si sono aperte le iscrizioni al workshop che permetteva a chiunque lo desiderasse di provarne l'utilizzo. Un centinaio tra bambini e adulti si sono cimentati nell’uso di queste particolari armi, tipiche della Scuola Yoshin Ryu e simbolo di questo trentennale.
Mentre la partecipazione del pubblico andava crescendo con il passare delle ore, si preparava uno dei momenti centrali di tutta la manifestazione…
Grazie alla clemenza del tempo meteorologico, il Piccolo Popolo ha potuto fruire di tutte le attività e postazioni proposte durante il pomeriggio: i video dell’archivio della Scuola, le foto storiche, la consultazione delle edizioni allo stand bookshop… Nel frattempo, ogni tanto, il cielo si tingeva di rosso: il lancio di un palloncino verso l’infinito, verso il domani e altri mille anni insieme.
Alle 18.00, nella sala polifunzio nale di Piazza dei Mestieri, gremita, ha avuto luogo la conferenza “Un millennio di Cultura. Trent’anni di passione”. Un momento volutamente non istituzionale quanto, ancora una volta, di condivisione e partecipazione: trent’anni di vita e attività della Scuola ripercorsi attraverso le emozioni e le sfide raccontate da coloro che hanno creduto e alimentato giorno dopo giorno il sogno di libertà della Yōshin Ryū.
Sei Maestri del Ryū Yōshin hanno raccontato, brevemente ma incisivamente, questi trent’anni di vita della Scuola e di vita dedicata alla Scuola.
Toni Saraceno, Alessandro Nepote, Valerio Pinelli, Mimmo Petrosino, Massimo Croce, Daniela Crovella: uomini e donne la cui passione, costanza e determinazione hanno permesso di superare e vincere le mille e una sfide affrontate dalla Scuola; uomini e donne la cui umanità, solidarietà e senso della libertà hanno aiutato i loro allievi a costruire loro stessi, a vincere le loro paure ricercando profondamente in loro stessi e nelle loro emozioni, bianche e nere.
Grazie Maestri.
A seguire, l’intervento di Sōke Sensei Cesare Turtoro. E’ difficile riassumere quanto detto… come si possono sintetizzare le emozioni?
Le emozioni di un uomo di fronte al suo Piccolo Popolo, le emozioni di ognuno alle sue parole.
In sala non erano presenti solamente praticanti e iscritti alla Scuola, molti erano esterni, alcuni parte delle istituzioni pubbliche o meno della Città e della Regione. Ognuno ha letto e sentito il proprio “colore” nelle parole del Maestro, ognuno ha letto e rivisto il proprio percorso a seconda della propria esperienza nella Scuola o con la Scuola; tutti hanno condiviso la passione del momento, tutti si sono sentiti parte di quel sogno fondatore in cui il Maestro ha creduto per primo.
Trent’anni di storia raccontano anche l’amicizia e l’esperienza di due uomini che in particolare hanno vissuto la nascita e l’evoluzione della Yōshin Ryū dagli albori fino ad oggi e, sicuramente, anche nel futuro. La Scuola ha scelto di riconoscere loro questa appartenenza, indipendentemente dal fatto che non abbiano mai indossato il kimono di pratica, facendo loro due regali.
Giampiero Leo e Ugo Crovella, ignari dell’iniziativa, hanno ringraziato e sottolineato che la loro gratitudine andasse al di là del dono ricevuto, ma soprattutto a di là dalle loro cariche istituzionali o professionali, piuttosto che dei rapporti di parentela esistenti… La loro umanità, solidarietà e professionalità li ha uniti agli scopi e alle attività della Scuola, con la medesima passione con cui, ogni giorno, sul tatami i praticanti scelgono di far parte della Yōshin Ryū.
Il programma, volgendo alla sua conclusione, prevedeva un momento di pausa per ristorare il corpo prima del finale e dello spettacolo serale “Le stagioni del salice”, dimostrazione teatrale per celebrare l’infinito ripetersi della tradizione nell’intima storia di un Maestro e del proprio Allievo, interamente realizzata e interpretata dai praticanti Yōshin Ryū.
Alle 21.00 in una sala polifunzionale, nuovamente gremita così come la Corte di fronte al grande schermo allestito per permettere alle oltre cinquecento persone presenti di vedere lo spettacolo, le emozioni sono state ancora protagoniste.
Attraverso la magia della rappresentazione teatrale in un’ovattata atmosfera favolesca, “Le stagioni del salice” raccontava la storia del percorso di Ikemaru, giovane allievo di un dojo lontano da tempi e luoghi conosciuti, dal suo infantile desiderio di partecipazione, fino ad una matura e consapevole comprensione dei principi della Disciplina, attraverso le difficoltà e i successi della sua crescita nel fisico e nello spirito.
La voce di un narratore raccontava l’intreccio di questa fiaba, piccola e intima, nella dimensione del racconto mitico, rendendo semplici e universali le esperienze vissute dal giovane Allievo nel rapporto particolare con il proprio Maestro; esperienze ed insegnamenti di vita che accompagnavano Ikemaru nel cammino verso l’apprendimento dell’Arte, dando forma all’infinito perpetuarsi della Tradizione, della Scuola e dell’Uomo stesso.
La storia si sviluppava attraverso nove tappe che rappresentano le diverse fasi del cammino intrapreso da Ikemaru fino al raggiungimento di un presunto traguardo che, con occhi diversi, potrebbe rivelarsi il punto di partenza di una nuova Strada, di una nuova Vita, ancora tutta da scoprire…
I festeggiamenti sono conclusi; speriamo che questo momento insieme abbia aiutato i praticanti a scoprire qualche nuovo tassello sulla Scuola e sugli uomini che l’hanno portata avanti in questi tre decenni. Un modo per indagare il passato con curiosità, e guardare con la stessa passione al futuro.
Un sentito grazie a tutti coloro che hanno partecipato, che hanno deciso di condividere un pomeriggio insieme avendo un po’ di pazienza per i piccoli ritardi o disguidi organizzativi.
Grazie a tutte le Cinture Nere, cuore pulsante della Scuola, che hanno dedicato il loro impegno e capacità per la corretta riuscita della manifestazione dando a tutti la possibilità di vivere e godere di queste ore insieme.
Grazie al Maestro e ai Maestri per aver sempre creduto in questo sogno e in chi con passione ed entusiasmo ogni giorno lo porta avanti, mattone su mattone.
1978-2008 la storia continua…
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